mercoledì 12 dicembre 2007

La (possibile) riforma elettorale

Ecco la sintesi della proposta di Enzo Bianco per riformare il sistema elettorale. Si tratta praticamente del sistema tedesco, non ha il premio di maggioranza, ed è un proporzionale con una quota di parlamentari eletti in collegi uninominali che saranno eletti in circoscrizioni che saranno più grandi di quelle dei tempi del maggioritario. L’unica novità sostanziale e, forse, apprezzabile è la possibilità di tornare a scegliere direttamente la mertà dei parlamentari. Però scompare di fatto il bipolarismo.

Premier. Non c'è vincolo di coalizione e, quindi, sulla scheda, a differenza di quanto è accaduto l'ultima volta, non ci sarà l'indicazione del candidato premier. Potrà esserci l'indicazione di una volontà d'intenti ad allearsi con una o con l'altra parte politica. Ma non si tratterà di indicazioni vincolanti.

Attribuzione dei seggi. Il 50 % saranno assegnati con i collegi uninominali e per l'altra metà con liste circoscrizionali (in numero superiori a quelle attuali) bloccate senza voto di preferenza.

Circoscrizioni. Diventerebbero 32 contro le 26 attuali. Da numero delle circoscrizioni dipende il rapporto voti-seggi a danno o a vantaggio dei singoli partiti a seconda della loro dimensione. Più chiaramente, siccome il metodo di conteggio è il D'Hondt (matematico belga di fine ottocento), più piccola è la circoscrizione e più questo avvantaggia il partito più grande (ma non chiedetemi di spiegarlo). E' anche vero però che aumentare le circoscrizioni costituisce un filtro e una barriera ai micro-partiti. Trentadue è un numero che accontenta anche Rifondazione e la filiera dei partiti piccoli ma non così piccoli.

Soglia di sbarramento. Esiste una soglia nazionale del 5 per cento che però non può andare bene a Lega, Udeur e altri partiti molto forti in alcune zone ma deboli se visti in un'ottica nazionale. La soluzione quindi potrebbe essere l'introduzione di una seconda soglia al 7 per cento a livello regionale o macroregionale. Esempio: La Lega in Lombardia va molto oltre il 7 per cento ma ha lo 0,5 in Toscana ed è giusto che "risponda" in termini di deputati eletti a quel 7%. La doppia soglia va incontro ai partiti che hanno un forte radicamento locale. Insomma, un modo per accontentare tutti.

Recupero dei resti. La soluzione condivisa sarebbe quella di attribuire seggi sulla base dei resti se quel partito ha superato la soglia di sbarramento del 5% nazionale o del 7 per cento a livello circoscrizionale.

La scheda. Il testo-Bianco in questo indica due opzioni. Nella prima ci sarebbe una sola scheda e un solo voto che però vale per due. Cioè indicando il nome del candidato per il 50 per cento dei seggi uninomali, accanto e collegata ci sarebbe la lista "bloccata" circoscrizionale. Per l'esattezza "un solo voto valido sia per il candidato nel collegio uninominale sia per la lista circoscrizionale ad esso collegata". Nella seconda opzione l'elettore dispone di due voti, uno per il candidato nel collegio uninominale, l'altro per la lista circoscrizionale, voto che può essere anche disgiunto.

Quote rosa. E' obbligatorio che un terzo dei candidati nelle liste "bloccate" siano donne. "In conformità all'articolo 51 della Costituzione - si legge - si prevede che il numero massimo di candidati dello stesso sesso non possa eccedere i due terzi dei seggi della circoscrizione".

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