venerdì 3 ottobre 2008

Giornalismo cialtrone (o militante)?

Il Santoro di ieri sera ad Annozero mi è parso scorretto. Ha passeggiato tranquillamente tutta la serata sulla linea dell’ambiguità, confondendo fatti di chiarissima criminalità con fatti di altrettanto chiaro razzismo, facendo artatamente ruotare l’intera discussione politica intorno al tema del “diverso”.
Una pagina di giornalismo cialtronesco, se gli autori non sarebbero stati in grado di confezionare il programma rispettando le regole della professione, o – peggio ancora – di giornalismo militante e criminale, perché in questo caso gli autori avrebbero giocato sull’ambiguo solo per speculare sui temi del razzismo con lo scopo di attaccare il governo.
I fatti di Castelvortuno e il pestaggio di Parma sono due eventi decisamente diversi. Nel primo c’è la guerra criminale sul controllo del territorio, in particolar modo sullo spaccio della droga. Sono state uccise sei persone semplicemente perché intendevano sottrarsi al controllo delle organizzazioni del luogo. Il fatto che le vittime fossero di colore non può spostare il tema dalla droga al razzismo, perché significa – oltre che non saper fare il giornalista – offendere pure l’intelligenza dei telespettatori.
L’episodio di Parma, ovvero il pestaggio del giovane di colore da parte di quattro imbecilli che evidentemente non sapevano chi stavano malmenando, è in effetti un fatto a sfondo razzista. I vigili urbani, se non sono capaci di condurre una operazione antidroga in borghese, si limitassero a dirigere il traffico.
Si può capire che Santoro desiderasse mettere in difficoltà – da giornalista fazioso qual è – l’indifendibile sindaco leghista di Verona e la destrorsa Santanchè. Ma per far questo ha fatto carta straccia della sua professione mettendo in onda, ieri sera, una puntata di Annozero davvero da dimenticare.

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